Ministro Giannini: “Meno compiti per casa”. Un insegnante risponde a tono

Ministro Giannini: “Meno compiti per casa”. Un insegnante risponde a tono

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Meno compiti a casa per gli alunni italiani, i prof facciano lezioni con risorse digitali.

Ormai la Giannini non sa proprio come attirare simpatie e comincia a delirare

RICORDO A QUESTO MINISTRO INCOMPETENTE CHE:

ministro giannini

1) Mi sono laureato in fisica solo grazie all’applicazione costante fin dal primo anno delle superiori e quindi facendo tanti compiti per casa che mi hanno permesso di ottenere una certa bravura nello svolgere gli esercizi

2) Niente può sostituire la lezione frontale per trasmettere le nozioni teoriche…la migliore risorsa per me resta quella cartacea e in particolar modo la dispensa redatta dal prof che sopperisca alle lacune dei libri di testo…per le materie tecniche e scientifiche meglio la classica lavagna che la LIM raramente usata da me…adoro macchiarmi di gesso le mani….
Quindi cara ministra lascia lavorare a casa serenamente i prof anzichè far riscaldare a scuola le sedie per seguire inutili corsi di formazione e premia i docenti che realizzano le migliori dispense teoriche…

3) Non si possono mandare gli alunni in azienda (la famigerata alternanza scuola lavoro) senza che abbiano trattato adeguatamente le unità teoriche e fatto le esperienze di laboratorio…la ministra cerca di dare poca importanza al lavoro in classe…infatti propone superiori a 4 anni..

Salvatore Pellegrino, insegnante

2 COMMENTI

  1. Avete mai sentito di uno che non ha mai visto un corpo umano dare suggerimenti ad un chirurgo? Perché solo a scuola tutti si sentono di “suggerire” cosa fare? Perché non sono caso mai gli insegnanti stesse a fare proposte? Gli insegnanti stanno perdendo la loro libertà di insegnamento. Io dico se vi trovate bene con la lavagna e il gesso usateli! Se la vostra lezione viene meglio con la lim usatela? Se per spiegare un concetto vi serve farlo sperimentare fatelo! Ma non accettate mai che sia un ministro, un preside a dirvi cosa dovete fare, quanti compiti dovete dare se le prove debbono essere pratiche, orali, strutturate, che dovete fare le “griglie di valutazione”, che dovete attribuire i pesi e assurdità del genere . Solo una cosa vi possono chiedere: di mettere tutta la vostra passione nel lavoro che state facendo, ma questo non ve lo chiederanno mai perché lo state già facendo.

  2. Gentile Professore Pellegrino,
    Le faccio notare che il fatto che lei abbia seguito un modello di educazione non significa affatto che sia l’unico modello perseguibile né tanto meno il migliore. È innegabilmente vero che nei paesi dove il livello di istruzione è di molto superiore al nostro, i compiti sono ridotti quasi a zero (con orari di lezione inferiori al nostro). Forse è il caso di ammettere che stiamo percorrendo da troppi anni una strada sbagliata e avere il coraggio di rinnegare il nostro passato per il bene del futuro dei nostri figli e, di conseguenza, del nostro Paese.
    Infine mi permetta di farle notare che, sebbene condivida i suoi sentimenti nostalgici sulla carta e sul gesso, il miglior modo di far apprendere una nozione non è mai seguendo la modalità comunicativa del docente ma piuttosto seguendo quella dell’allievo, se loro apprendono meglio con LIM e tablet, il buon insegnante si DEVE adeguare (a prescindere dalle sue convinzioni personali)

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