Da dove riparte la scuola? Via prove Invalsi, più potere alle RSU,...

Da dove riparte la scuola? Via prove Invalsi, più potere alle RSU, 15 alunni per classe, abrogare ambiti territoriali, assunzioni in ruolo

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Il popolo della scuola ha fatto pesare il suo voto, dopo lo sciopero del maggio del 2015, e dopo aver subito una legge, nota come “buona scuola”, ma per niente buona nella realtà delle cose, dopo averla patita nonostante l’assoluta contrarietà espressa, ha certamente esercitato il proprio voto per il no sia a difesa della Costituzione che contro il Governo più contestato di pseudosinistra nella storia della Repubblica italiana in materia d’istruzione.

Quello che il Governo Berlusconi non è riuscito a fare in vent’anni lo ha fatto Renzi in neanche due anni. Ora, però dalla scuola si deve non ripartire, perchè si è stufi della ripartenza, ma partire.

Quali gli interventi programmatici di cui dovrà tener conto il prossimo Governo che verrà? Invito non tanto rivolto al prossimo Governo tecnico o di scopo, poiché la maggioranza parlamentare è la stessa che ha votato e sostenuto la legge 107 del 2015, ma a chi vorrà candidarsi per guidare il Paese.

Propongo ora una piattaforma sintetica e basilare con la quale avviare un ragionamento. Una piattaforma di 15 punti:

1) Realizzare quanto indicato dalla proposta referendaria, fallita per la mancanza delle firme sufficienti;

2) Abrogare l’Invalsi e le prove dell’Invalsi;

3) Riavviare la contrattazione nella scuola, riconoscere maggior potere alle RSU, abrogare le norme che ne hanno limitato le funzioni e rivedere il sistema della rappresentanza sindacale nella scuola affinchè venga rinforzata la maggior partecipazione riducendo in modo sostanziale i limiti delle clausole di sbarramento;

4) riconoscere maggior potere decisionale al Collegio docenti;

5) limitare le funzioni ed i poteri della dirigenza scolastica ed eliminare la reggenza scolastica, ritornare alla funzione del vecchio preside, un preside per scuola;

6) ridurre il rapporto studenti/docenti in classe, con una media di 15 studenti per classe;

7) assumere a tempo indeterminato tutto il personale inserito nelle GAE e gli ATA precari storici;

8) piano straordinario di sicurezza per le scuole, richiedendo specifiche deroghe all’Unione Europea;

9) abrogare gli ambiti territoriali, ritornare al POF annuale, rivedere la formazione che deve essere un diritto per i docenti ma anche obbligatoria con un minimo di crediti annuali, non inferiori a 10 per ogni anno, ma deve essere il docente a decidere su cosa formarsi e come formarsi;

10) rivedere il sistema delle sanzioni disciplinari nella scuola, limitando i poteri sanzionatori del dirigente come in linea con la recente giurisprudenza;

11) fermare la diffusione del registro elettronico, che si è rivelato essere un dispendio di risorse ed ha complicato la vita del personale docente e ritornare al registro cartaceo;

12) Dare la possibilità a chi ha aderito al fondo espero di poter uscire dallo stesso;

13) reintrodurre la causa di servizio per il personale della scuola;

14) valutare l’introduzione del ruolo unico docente, anche perchè oramai nella scuola si accede tramite laurea;

15) incrementare gli stipendi del personale scolastico in modo dignitoso rispetto alla funzione sociale fondamentale che svolgono per la nostra società.

fonte: http://www.orizzontescuola.it/scuola-da-dove-partire-no-prove-invalsi-maggiore-potere-alle-rsu-15-studenti-per-classe-abrogare-ambiti-territoriali-assunzioni-in-ruolo-proposte/

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