La scuola sta esaurendo i suoi effetti: dobbiamo insegnare la felicità agli...

La scuola sta esaurendo i suoi effetti: dobbiamo insegnare la felicità agli studenti

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Si può essere felici a scuola? E si può insegnare la felicità?

Queste sono due delle domande che mi sono posta come donna, docente, madre qualche anno fa, quando mi sono imbattuta in una disciplina che nasce in India e che può sembrare, per via del suo nome, tanto lontana dal mondo della scuola: lo Yoga della Risata.

Spesso si sente parlare dei grandi benefici che la pratica della meditazione porta tra i banchi di scuola, ma la risata come e cosa può fare?

felicita

Dopo aver provato nella mia vita privata i benefici psico-fisici-emotivi della giovane disciplina, che nasce 20 anni fa ad opera di un medico indiano il cui nome è Madan Kataria, ho iniziato a chiedermi se anche in Italia potessimo applicare il metodo che unisce esercizi di risate indotte con esercizi di respirazione profonda nel campo educativo-scolastico. Diventare prima Leader della disciplina e poi Teacher (cioè formatrice di nuovi leader) ha reso inevitabile il desiderio di sfruttare le mie competenze di trainer della risata a scuola per il benessere della triade educativa.

Lo ammetto inizialmente, da seria professionista della scuola, ho pensato che portare una disciplina, il cui cardine è “Ridere senza motivo” in classe fosse quanto mai azzardato; sebbene sia in India che in molti altri Paesi del mondo occidentale, già ci fossero informazioni circa esperienze che mi dicevano invece che la risata poteva essere un valore aggiunto.

Osservavo i momenti in cui i miei alunni ridacchiavano tra di loro e mi ritornavano in mente i momenti felici vissuti da alunna e tutte le volte che i miei insegnanti mi dicevano: “non ridere o smettila di ridere!” momenti nei quali puntualmente, la risata diventava più irrefrenabile e naturalmente ingestibile e inadeguata al contesto scuola.

“Prof. ma quando la smette di raccontarci dei benefici della risata e inizia a farci provare questa tanto efficace disciplina?” fu così che Manuel e i suoi compagni mi convinsero nel 2010 a chiedere alla mia illuminata dirigente di provare la primissima volta a praticare lo yoga della risata a scuola.

Non fu semplice tenere a bada il mio giudice interiore e le false credenze depositate nella mia mente di alunna prima e di docente poi, ma da quel giorno ho promesso a me stessa che la risata sarebbe diventata la mia alleata, il mio asso nella manica per la creazione del ben-essere in classe favorendo come conseguenza anche gli apprendimenti.

Ridere è una profonda espirazione, Freud definiva l’atto del ridere “uno starnuto mentale in grado di liberare la mente”, Neruda considerava la risata “il linguaggio dell’anima” dunque, la risata è uno strumento che ricongiunge cuore e mente a scuola.

La scienza ci dice che il nostro corpo non riconosce la differenza tra una risata indotta ed una reale quindi lo Yoga della risata è efficace proprio perché come lo stesso dott. Kataria afferma, si può portare il corpo a ridere e la mente non può far altro che seguirlo.

Che cosa determina questo principio scientifico? Che non abbiamo bisogno di un motivo; per sfruttare i benefici della risata, per cambiare la chimica della felicità nel nostro corpo, possiamo attraverso dei semplici esercizi far aumentare la produzione di endorfine, possiamo portare più ossigeno al nostro cervello durante una mattinata di scuola. Gli addetti ai lavori lo sanno che stare fermi blocca il processo di apprendimento dopo poco tempo, poiché le neuroscienze ci spiegano che come la mente è in grado di influenzare il corpo, anche il corpo è in grado di influenzare la mente, perciò se il corpo non si muove come un qualsiasi computer, se non viene utilizzato manda il processore in modalità stand by, modalità che noi tutti sappiamo riconoscere negli sguardi dei nostri allievi.

“Ma se a scuola si ride fin troppo!” qualcuno potrà obiettare, mi spiace cari colleghi a scuola non si ride più in modo sano, molto spesso dopo una certa età (la cui soglia oggi è molto bassa) gli alunni non sono più capaci di ridere come i bambini e hanno bisogno di motivi, poco genuini, per ridere; il più delle volte si tratta di derisione.

Attraverso lo Yoga della risata si può insegnare la felicità, il rispetto per sé stessi, per il proprio bambino interiore, per l’altro che sia un compagno o un adulto. Le persone che ridono insieme stabiliscono una connessione profonda, questo produce benefici nelle relazioni oltre che a scatenare nel singolo un uragano di effetti positivi a livello biologico. La risata come il pianto scava, ma semina la felicità e la pace interiore che poi diventano parte integrante della persona che la vive.

La più grande soddisfazione che io possa provare è vedere i miei alunni felici e allora il mio compito è quello di portare la felicità a scuola.

Mi sono occupata e mi occupo con grande soddisfazione anche degli insegnanti, troppo spesso maltrattati dall’opinione pubblica e dalla recente riforma, offrendo loro corsi di aggiornamento che mirano alla creazione del loro benessere oltre ad offrire loro strumenti e strategie innovative per stare bene in classe e per sfruttare a nostro vantaggio il potere benefico del ridere. Gli insegnanti felici sono in grado di fare una scuola seria e professionale capace di promuovere e realizzare la propria felicità, quella degli allievi e delle loro famiglie.

“Quando tu ridi, tu cambi e quando tu cambi tutto il mondo intorno a te cambia” – dott. Madan Kataria

Essere felici a scuola si può, io ci sto provando!

Lucia Suriano

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