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“Gentili maestre, non ho fatto fare i compiti a mia figlia”: il web si scatena

Un post pubblicato su Facebook da una mamma milanese, Anna Santoiemma, sta diventando, in poche ore, un vero e proprio fenomeno social, oltre ad aver, naturalmente, scatenato il dibattito.

‘Gentili maestre’ – si legge nel post – Mariasole non ha potuto studiare storia perchè dalle 17 alle 19,30, mia figlia ha voluto dedicare il suo tempo libero restante (dopo 8 ore di #Scuola) ad attività ricreative e sportive’.

compiti

Una giustificazione eloquente che pone nuovamente alla ribalta la questione riguardante i compiti a casa. Sappiamo bene come questo punto rappresenti un elemento di discussione e di non facile risoluzione. Anna Santoiemma ha sottolineato come sia il caso di dire basta ai compiti e alla ‘tortura’ per questi bambini che sono già costretti a passare otto ore seduti sui banchi.

C’è chi è d’accordo e chi no. C’è chi sostiene che, in questo modo, si stia lanciando un messaggio altamente diseducativo: ‘Così, insegniamo ai nostri figli ad infischiarsene delle regole, degli insegnanti, dei compagni, gettiamo le basi per creare dei disadattati/falliti.’

C’è addirittura chi rincara la dose parlando di ‘imbecille che sta crescendo un’imbecille’, ma non mancano i commenti a favore della mamma schieratasi contro i compiti a casa: ‘Brava’, ‘Grandissima, così si fa! Complimenti’ e ‘Ce ne vorrebbe almeno una per classe di mamme come te’.

Compiti a casa: la giustificazione di una mamma milanese sta facendo discutere.
C’è chi addirittura, con sottile ironia, ha voluto correggere il messaggio scritto sul diario della bambina: ‘Manca la virgola tra maestre e Mariasole… faticavo a capire il senso della prima frase. Forse è il caso che la bambina studi per evitare errori genetici di punteggiatura….’

Insomma, tra ironia e riprensioni, il dilemma è sempre quello dei compiti a casa, tra genitori che si lamentano per il poco tempo libero che rimane ai figli e chi, invece, ritiene che i compiti restino un ausilio indispensabile per la crescita didattica di uno studente.

5 risposte su ““Gentili maestre, non ho fatto fare i compiti a mia figlia”: il web si scatena”

La mamma protagonista di questo gesto polemico aveva già fatto parlare di sé e della battaglia di “Basta compiti”, guidata da Maurizio Parodi, quest’estate. L’avevo contattata allora: abbiamo parlato al telefono quasi un’ora, si diceva interessata al mio metodo e al mio approccio. Le ho proposto un progetto di continuità didattica: un progetto studio per raccogliere dati e valutare, nel dialogo tra genitori e insegnanti, le problematiche legate ai compiti.

Mi dispiace constatare che ha scelto la via più facile!
Le dedico le sagge parole di Tiziano Terzani: “Quando ti trovi davanti a due strade, prendi quella che va in su: è più file andare in discesa ma alla fine ti ritrovi in un buco. A salire, c’è speranza!”

La tortura è per i bambini o per i genitori che magari non hanno nessuna voglia di stare dietro ai figli nello studio? Non credo che nessuna bambina sia mai morta di fatica leggendo quanto scritto sul quaderno a lezione più UNA pagina sul libro di testo.
Diverso sarebbe stato il discorso se i compiti dopo 8 ore di scuola fossero stati tanti, ma qui la protesta è piuttosto ridicola.
Nel tempo speso a indignarsi questa mamma avrebbe potuto cogliere l’opportunità di passare un pò di tempo insieme alla figlia aiutandola nella lettura.

Il nostro sistema scolastico purtroppo propone un unico modello d’apprendimento e dunque noi pensiamo all’apprendimento in maniera unica ed univoca. Non è così….si apprende in molti modi, particolarmente nei primi anni d’età in cui si è impegnati nella formazione della persona nella sua totalità. Pertanto privilegiare un singolo aspetto a discapito di altri significa solo determinare una formazione della persona parziale o incompleta. Io sto con la madre di questa bambina. Così come determinato AGLI INIZI DEL 900 dagli studi dei “Comportamentisti” , il gioco ed il movimento sono strumenti d’apprendimento !

Il fatto di giocare o dedicarsi ad altre attività non è una giustificazione per non fare i compiti, che sono e rimangono un dovere scolastico che il genitore dovrebbe imparare a far rispettare. I momenti di gioco ci possono essere pur non rinunciando ai compiti, potrebbe aver invece potuto rinunciare, questa mamma, al suo parrucchiere, a prendersi un aperitivo o a qualsivoglia attività lei si dedichi per giocare con sua figlia, in altri momenti o in altri giorni. Mi sembra assurdo è ridicolo scrivere una cosa del genere nel diario che poi sarà la bambina a dover presentare al l’insegnante. Solo a me i miei genitori imponevano i doveri e poi i piaceri? Che comunque non venivano negati? Si apprende in tanti modi, anche giocando, ma quì stiamo sfornando un po’ troppo, e chi sta sfornando é chi deve insegnare come affrontare la vita e diventare adulti apprezzabili.

Ma dove sta scritto che la mamma ha ‘perso’ tempo dietro parruchiere e aperitivo???!
Avrà accompagnato la bimba a danza e/oppure al parco giochi. Dopo OTTO, ripeto otto ore, un ondividuo..che sia adulto o bambino ha il sacrosantissimo diritto di fare quel che piu gli garba accrescendo la sua personalità… il che potrà voler dire leggere un libro di fiabe..fare una lunga merenda ..magari imparando a fare una crostata..suonare uno strumento oimpare uno sport. Punto, non si discude questo. Come dopo 8 ore di un qualsivoglia lavoro nessun individuo arriva a casa portandosi dietro il medesimo da terminare. Se lo fa è sfruttamento.
E poi,cmq ci sono molte famiglie parecchio disagiate dove purtroppo si lavora entrambi..si rientra a casa in tarda serata..non sempre non poter seguire i figli scolasticamente(compito delle istituzioni, che si pagano..e nemmeno poco)sono sinonimo di aperitivi e parrucchiere. Ma ragionate invece di aprir bocca e dare sfogo ai vostri pensieri stupidi.

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